Talenti

Mariano González e Francisco Curro Cabeza

18 anni e nessuna paura dei grandi

Mariano González e Francisco Curro Cabeza

Hanno entrambi 18 anni, sono nati nel 2007 e al Premier Padel P1 di Londra hanno dimostrato che il futuro, nel padel, potrebbe essere molto più vicino di quanto immaginiamo. Mariano González e Curro Cabeza sono due nomi da ricordare. E probabilmente sentiremo parlare di loro sempre più spesso. Arrivare ai quarti di finale di un Premier Padel P1 è già un risultato importante. Farlo a 18 anni, eliminando lungo il percorso giocatori molto più esperti e una delle coppie più pericolose del circuito, assume però un significato completamente diverso. È quello che hanno fatto Mariano González e Francisco “Curro” Cabeza la scorsa settimana all'Olympia di Londra. Due ragazzi del 2007 che sono arrivati nella capitale britannica senza i riflettori puntati addosso e ne sono usciti con qualcosa di forse ancora più importante dei punti conquistati per il ranking: la sensazione di poter competere, già oggi, a livelli molto alti. La prima impresa: fuori la coppia Guerrero e Leal Il primo segnale è arrivato contro Fran Guerrero e Javi Leal. Non una coppia qualsiasi. Guerrero e Leal erano la testa di serie numero 7 del torneo e arrivavano a Londra dopo aver disputato la finale del P1 di Pretoria soltanto pochi giorni prima. Sulla carta, González e Cabeza partivano nettamente svantaggiati. Sul campo, la carta ha contato molto meno… I due diciottenni hanno giocato senza timore reverenziale, portando a casa una battaglia in tre set: 6-3, 4-6, 7-5. Una vittoria importante non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è arrivata. Perché quando hai 18 anni e dall'altra parte della rete trovi giocatori già abituati alle fasi decisive dei grandi tornei, il rischio è quello di sentire il peso dell'occasione. González e Cabeza hanno fatto esattamente il contrario. Hanno giocato.

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Ma non era ancora finita Dopo aver eliminato Guerrero e Leal sarebbe stato facile considerare il loro torneo già un successo. Loro, evidentemente, non erano dello stesso parere. Negli ottavi hanno affrontato Nacho Piotto e Juan Cruz Belluati e ancora una volta la partita è arrivata al terzo set. González e Cabeza hanno vinto il primo 6-3, perso il secondo 3-6 e poi trovato la forza e la lucidità per chiudere il decisivo 6-4. Risultato? Quarti di finale del London P1. A 18 anni. E per Mariano González anche un piccolo pezzo di storia: è diventato il primo giocatore paraguaiano a raggiungere i quarti di finale nel circuito Premier Padel. Poi arrivano Coello e Tapia…(Arturo Coello è il cognato di Curro) Il premio per il loro straordinario percorso londinese non poteva essere più difficile. I numeri uno. Probabilmente il test più duro che il padel mondiale possa offrire oggi. Questa volta il divario si è visto. Coello e Tapia hanno imposto il loro livello e chiuso la partita 6-1, 6-2, mettendo fine alla corsa dei due giovani. Ma è proprio qui che bisogna cambiare prospettiva. Per González e Cabeza quel 6-1, 6-2 conta relativamente. Conta molto di più essere arrivati su quel campo. A 18 anni si sono guadagnati il diritto di giocare un quarto di finale di un P1 contro la migliore coppia del mondo. E certe partite, anche quando si perdono nettamente, possono valere moltissimo nel percorso di crescita di un giocatore. Due ragazzi che stanno crescendo velocemente Londra, infatti, non è un episodio completamente isolato.

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González e Cabeza avevano già iniziato a lasciare segnali importanti nel circuito FIP. Ad aprile avevano conquistato insieme il FIP Bronze di Marrakech, battendo in finale Emilio Sánchez e Alberto García in tre set. Poi sono arrivati altri risultati, altra esperienza e soprattutto confronti sempre più frequenti con giocatori appartenenti alla fascia alta del padel professionistico. Il London P1 rappresenta però qualcosa di diverso. Perché una cosa è vincere e crescere nel CUPRA FIP Tour. Un'altra è arrivare tra le ultime otto coppie di un Premier Padel P1. Ed è probabilmente questo il passaggio che rende Mariano e Curro particolarmente interessanti da osservare. Non sono più soltanto due giovani promesse. Stanno iniziando a dimostrare di poter stare nel circuito dei grandi. Mariano González, un talento che arriva dal Paraguay La storia di Mariano González aggiunge poi un elemento particolare. In uno sport nel quale Spagna e Argentina continuano inevitabilmente a rappresentare le due grandi scuole mondiali, vedere un diciottenne paraguaiano arrivare fino ai quarti di un P1 assume un valore che va oltre il singolo risultato. Mariano sta portando il Paraguay sempre più in alto nel padel internazionale. Il quarto di finale raggiunto a Londra rappresenta un primato per il suo Paese, ma potrebbe soprattutto essere il primo di molti traguardi. Curro Cabeza, un altro 2007 da tenere d'occhio Accanto a lui c'è Curro Cabeza, altro classe 2007 e altro nome che merita di essere segnato sul taccuino. Il giovane spagnolo sta accumulando esperienza e risultati con una velocità impressionante e la partnership con González sembra aver creato un equilibrio particolarmente interessante. Due ragazzi della stessa generazione, con la stessa fame e soprattutto con pochissimo da perdere quando si trovano davanti giocatori molto più affermati. È una combinazione che può diventare pericolosa.

4 Lo si è visto chiaramente a Londra. A 18 anni il bello deve ancora arrivare Nel padel moderno stiamo assistendo a un'accelerazione evidente nell'arrivo delle nuove generazioni. Giocatori sempre più giovani entrano nel circuito professionistico già con preparazione atletica, tecnica e mentalità di altissimo livello. Mariano González e Curro Cabeza appartengono pienamente a questa nuova generazione. Definirli oggi futuri campioni sarebbe prematuro. Nel passaggio da talento a giocatore di vertice entrano in gioco continuità, capacità di evolversi, gestione della pressione e tanti altri fattori. Ma definirli due astri nascenti del padel mondiale non sembra affatto esagerato. Londra ci ha mostrato due diciottenni capaci di eliminare la testa di serie numero 7, vincere due partite consecutive al terzo set e raggiungere un quarto di finale contro Coello e Tapia. E soprattutto ci ha mostrato due ragazzi che, davanti a giocatori più esperti e più quotati, non sembrano avere alcuna intenzione di aspettare il proprio turno. Mariano González e Curro Cabeza hanno soltanto 18 anni. Forse è proprio questo il dato più impressionante di tutti. Perché se questo è già il loro presente, vale davvero la pena osservare cosa potranno diventare nel prossimo futuro. Segnatevi questi due nomi.

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